Politiche sociali: il gruppo Gesco vince i ricorsi al Tar contro il Comune di Vico Equense
VICO EQUERNSE– Il gruppo di imprese sociali Gesco ha vinto due ricorsi al Tar contro il Comune di Vico Equense, guidato dal sindaco Gennaro Cinque.
il Comune di Vico, nel settembre del 2010, rescisse la convenzione per la gestione in forma associata dei servizi sociali con i comuni della penisola Sorrentina e dell'isola di Capri (Ambito Napoli 13); poi, con una delibera di giunta, dichiarò che avrebbe provveduto alla gestione diretta dei servizi socio assistenziali a cooperative e associazioni di volontariato presenti sul territorio vicano, e con un'altra affidò anche, in comodato d'uso ad un'associazione di volontariato, parte della casa di riposo comunale.
Il gruppo Gesco è intervenuto contro queste decisioni impugnando gli atti e adducendo il fatto che, l’intento di provvedere alla gestione diretta dei servizi socio assistenziali avrebbe celato,in realtà, l’intenzione di procedere ad affidamenti diretti non consentiti dalla legge; che la giunta si sarebbe arrogata diritti che non le competono, ma di pertinenza del consiglio (sia per la gestione dei servizi sia per la gestione del patrimonio immobiliare) e che sarebbero state violate le regole della concorrenza e trasparenza.
Il Tar ha riconosciuto la fondatezza dei ricorsi dichiarando anche che l'omissione di indire una gara ha determinato una restrizione della concorrenza, impedendo a Gesco e ad altre realtà del terzo settore di manifestare il proprio interesse. Ciò rende illegittime la delibere impugnate che sono state entrambe annullate.
“Il Comune di Vico Equense - spiega Michele De Angelis, vicepresidente di Gesco - ha affidato i servizi sotto costo, penalizzando sia i lavoratori sociali che i cittadini che usufruiscono delle prestazioni socio-assistenziali. É assolutamente necessario un ricorso alla legalità e alla trasparenza per la gestione dei servizi sociali per garantire la qualità degli interventi stessi. Il consorzio ha scelto di intraprendere le vie legali proprio a tutela dei più fragili, per creare cittadinanza nel rispetto delle regole, unico antidoto all'indebolimento di una coscienza civile, affermando il pieno riconoscimento dei diritti dei più bisognosi in un meridione che facilmente si dimentica di loro”.